• Florian Corsetti

Storie del G.A.I.Z

La storia del G.A.I.Z.


Di Marzia e Ugo Milesi-Pozzi, soci fondatori del G.A.I.Z.


Una piccola cronistoria di come è nata l’idea di creare uno sci club. Volevamo dare la possibilità a tutti gli italiani e non di Zurigo e regione d’iniziare a praticare uno sport che potesse coinvolgere tutta la famiglia (non sempre calcio che allora era di „moda“ tra le associazioni italiane). Il nostro caro amico Aurelio Pilot del G.A.I.W. ci ha dato tutte le informazioni necessarie per poter creare un club analogo a quello di Winterthur, In più essendo noi due nel consiglio direttivo della Colonia Libera Italiana di Zurigo abbiamo potuto avere a disposizione i locali della CLI gratuitamente (per diversi anni) per farne la sede dello sci club. Sede che poi è diventata per molti anni un punto d’incontro con i nostri soci e sì perché allora ci si incontrava per il tesseramento, le iscrizioni alla scuola e le informazioni, per le riunioni del comitato ed era anche il deposito per il materiale vario. E così nel 1978 noi due con l’aiuto di Costanzo Ferrucci e Gianni Morrone iniziammo a organizzare le prime uscite sulle nevi di Bruni Alpthal con un gruppo di appassionati dello sci. Sempre noi quattro nel 1980 abbiamo fondato ufficialmente in un’assemblea il G.A.I.Z. con il primo consiglio direttivo: Ugo (presidente), Marzia, Costanzo e Gianni. Dobbiamo ricordare Mario Maffioli che in quell’assemblea ci diede il primo contributo pecuniario di CHF 100.00 per „partire“. Bruni Alpthal si è poi rivelata una località non adatta per le nostre esigenze e abbiamo „traslocato“ a Flumserberg, scelta risultata ideale.



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Il G.A.I.Z. visto da vicino


Il GAIZ c’era già non l’ho inventato io. L’ho visto però nascere -anche se da spettatore estraneo- piuttosto da vicino.


Siamo a fine anni settanta inizio ottanta, io da poco in Svizzera e da poco alla Maag Zahnräder, in torneria dove lavoro c’è un gruppo di colleghi che fa pausa pranzo nel reparto, si parla un po’ di tutto e in quel periodo molto anche di sci.


Ricordo Ugo Milesi come capobanda” da una parte, con Costanzo Ferrucci, Dino Bottega, Giacomo Taboni, Renato Massaro e Gianni Morrone -che di sciare erano entusiasti- e dall’altra Adalberto Gabellini assieme ad Annibale Gentili -che li prendevano per matti-C’era poi anche Alberto Altisent -sornione catalano- che stava un po’con gli uni e un po’ con gli altri a seconda della discussione.


Questo gruppo era soprannominato in tono un po’ canzonatorio: Il tavolo della scienza! Mi univo a loro qualche volta più per curiosità -soprattutto il lunedì- ad ascoltare il riassunto delle prime avventure sulla neve avvenute il giorno prima a Brunni Alpthal, Hoch Ybrig e Flumserberg.


Sentivo che parlavano della Colonia Libera, di club, di associazione, di programmi e di statuti ma non m’interessava. A quei tempi praticavo lo sci di fondo a livello amatoriale ed ero alle prime esperienze con la maratona engadinese di fondo. Fu qualche tempo dopo -nell’autunno 1981- che Ugo mi contattò perché al GAIZ serviva un istruttore per lo sci di fondo.


Accettai, incuriosito dalla novità, onorato e -devo ammettere- anche toccato nell’orgoglio dalla richiesta: Io, Piero Bertagno istruttore di sci di fondo… Non mi sembrava vero!

Mi accorsi solo dopo, sulla mia pelle e soprattutto su quella dei primi allievi che non è la stessa cosa: saper sciare sufficientemente bene e trasmettere agli altri ciò che si ritiene facile!

Ti trovi sulla pista a dire: “fai cosi…e fai cosà…” ti meravigli se quelli che ti ascoltano non lo sanno fare e ti innervosisci perché non sei in grado di indicare loro il modo per togliere i difetti.

Ai primi iscritti chiedo con umiltà di perdonarmi se -preso dall’entusiasmo- ho preteso da loro forse l’impossibile!


Il GAIZ viaggiava allora sull’entusiasmo della novità, con l’idealismo di chi l’aveva fondato, due erano i Pullman -di 75 posti- che andavano a Flumserberg, non c’era ancora l’autostrada e spesso a Unterterzen la sera salivano gli “scavezzacollo” che si erano cimentati giù per la Terza.

Di quel periodo ricordo anche un’assemblea in cui (a me rimasto impresso come gruppo LoGiusto) si tentava di portare il GAIZ al “professionismo” con allenamenti estivi sullo Stelvio e sponsorizzazione. E vedo ancora Ugo e suoi che a malapena riescono a sventare il “colpo di mano”.


Riunioni quasi ogni settimana per maestri e comitato sono regola, c’è molta “democrazia” dove ognuno dice la sua, poca carta scritta, molta improvvisazione e un certo disaccordo sul da farsi che sfocia un anno dopo nel divorzio dal GAIZ del gruppo che formerà poi il CAS.


Sono anni in cui, con Theo Mastrodomenico e Ranieri dalla Valle mi occupo del fondo e seguo da lontano il resto degli avvenimenti. La gara finale in mezzo al bosco dove i fondisti fanno da guardiaporte e la festa di chiusura sono le uniche attività sociali alle quali partecipo.


Cambia di colpo quando nel 1987 entro a far parte dell’organico assieme ad Andra Sias. È l’anno in cui Manfred il vecchio gestore del Kabinenbahn se ne va a Bad Ragaz e il GAIZ era sul punto di seguirlo. Due riunioni infuocate e la sensata decisione di analizzare il posto prima di cambiare ci inducono a rimanere ancora a Flumserberg.

Patrizia Wyss-Violino lascia la guida della scuola di sci per diventare mamma a Silvia Marchetti e Ivan Nikolic allora diciottenne. Dura poco, un anno appena, poi subentra Stefano Adami anche lui appena maggiorenne. L’anno seguente entrano nel comitato Vanda Motalli e Graziella Tintori dando al club una significativa spinta organizzativa.


Nel 1990 dopo dieci anni alla guida, Ugo Milesi e Marzia Pozzi, fondatori del club, lasciano il comitato, comincia così la prima fase con Piero Bertagno da presidente…😊


I primi anni novanta sono innovativi: Piero e Stefano rinnovano gli statuti, Vanda e Graziella propongono un nuovo Stemma e bandiera, più consoni con le attività del club, Andrea promuove la castagnata in autunno, viene inserita nel programma la settimana bianca sulle Dolomiti, iniziano i primi corsi di snowboard, il GAIZettino cambia formato e il club lascia la sede della Colonia Libera per trasferirsi alla Casa d’Italia.


Anche le riunioni cambiano, non più solo italiano ma anche, e spesso ZH-düütsch…😊


A metà anni novanta il club conta il maggior numero di iscritti ai corsi di sci (oltre 200!!!) ma cala l’interesse nel viaggiare assieme in pullman ed anche per il pranzo sulle piste ognuno preferisce scegliere la propria strada.

È il periodo in cui Franco Adami promuove l’idea della squadra corse, riesce a motivare i vari iscritti: Sandro Adami, Marco Bertagno, Ivan Bellini, Florian Corsetti, Diego e Fabio Camossi, Biagio Carelli, Alessandro e Filippo Gentile, Tony Casaletto, Alessandro Blasi ecc. a partecipare alle prime gare di sci ufficiali.


Quest’idea viene poi ufficializzata con l’iscrizione del GAIZ al CH-Skiverband oggi Swissski e con l’aggiunta in squadra dei fratelli Michel e Sandro Santeusanio già esperti in gare regionali a livello giovanile.


Con il GAIZ nella federazione si aggrega pure il gruppo freestyle mogul con i fratelli Albanese in testa, Pino -il maggiore dei tre- festeggerà qualche anno dopo (e il GAIZ con lui) il titolo di campione svizzero di gobbe!


Sono a mio giudizio gli anni migliori del club, la guida nel frattempo era passata da Piero Bertagno (nuovo responsabile dei corsi invernali) prima a Gianni Camossi e poi a Vanda Motalli, con Denise Zocca nell’amministrazione e Yvonne Widmer in contabilità… ma, come spesso succede quando mancano i ricambi, l’entusiasmo iniziale del GAIZ competitivo è andato piano piano ad affievolirsi per poi spegnersi del tutto…☹


Rocco Ferrulli, nel 2001 subentra a Vanda Motalli che lascia, dopo 3 anni, la guida del GAIZ. Purtroppo anche Piero (per lavoro) e Franco Adami (rientrato in Italia) lasciano con lei. Nonostante ciò Rocco tiene alto il livello delle attività fino a quando, dopo le dimissioni di Denise e Yvonne si venne a trovare a dover svolgere quasi da solo gran parte del lavoro gestionale.


All’assemblea generale 2006 Rocco si dimette definitivamente ed io, che rientravo quel giorno da Francoforte e all’assemblea per pura curiosità, mi sono ritrovato nuovamente alla guida del club senza preavviso!!!


Promisi a me stesso (e al club) in quel momento, che avrei lasciato quell’incarico soltanto quando nell’organico ci fossero state le persone giuste per continuare in modo promettente il lavoro gestionale. Penso in tutta sincerità di esserci riuscito!!!


Tutto il resto è storia recente, dei giorni nostri…😊😊😊



Piero Bertagno

Fine Maggio 2022



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Il mio GAIZ



Il mio GAIZ è quello dei Sandro e dei Luca, degli Ivan e dei Marco, delle varie Tamara, dei Fabio, di Simona e di Sara. Di tutti quei giovani che con noi hanno imparato a sciare, che sanno usare la tavola e che ora sono disposti a insegnare.


Il mio GAIZ è quello con la scuola di sci e lo snow board, con lo sci di fondo, la squadra corse ed il free style. Quello con Vanda alla guida, assieme a Denise ed Yvonne. Gestito magari un po’ al femminile ma che tutto insieme funziona alla grande.


Il mio GAIZ è anche quello di Ugo che l’ha fondato e anche quello di Beppi e Costanzo, di Sergio e Roberto, dei Gabellini e dei Bachmann, Il GAIZ di Franco, Antonio e Andrea e… perchè no, anche quello di Mimì e Cocò.


il mio GAIZ è quello di chi a Flumserberg ci va in Pullmann, il GAIZ della settimana bianca, di tutti coloro che vengono per stare in compagnia, per fare dello sport e divertirsi assieme, per amicizia e per hobby e non perché ci sono dei vantaggi.


Personalmente trovo che lavorare per gli altri sia un’esperienza di vita, Impari ad organizzare, a scrivere e forse anche a parlare. Devi stare in mezzo al pubblico, a contatto con la gente, impari a dire di no e ad essere severo, a sopportare critiche a volte forse ingiuste e magari anche offensive.


Ma ti fai anche degli amici veri di cui ti puoi fidare!


E poi lo fai per te, perché ti piace farlo, perché c’è un tornaconto, magari anche solo morale, ma senza quello stimolo, quella soddisfazione, nessuno resiste a lungo. Le somme alla fine devono tornare per tutti!


C’è chi sostiene ancora che l’entrare nella federazione sia stato un grosso errore. Manie di grandezza, s’è sentito dire, d’aver fatto il passo più lungo della gamba… Può darsi che sia vero, io però non ne sono molto convinto. Non è frenando i bravi che alla fine poi migliori!


Quelli che, per gli sport invernali non sono portati, prima o poi smettono e… ad essere sinceri forse è anche meglio così.


In questi ultimi anni guardandomi attorno ho costatato che tutti gli sci club, dai noti ai meno noti, hanno in fondo i loro piccoli problemi da risolvere. Però una cosa è certa: Saper sciare -e questo vale anche per lo snowboard ed il fondo- saper sciare veramente bene, inizia forse lì dove il G.A.I.Z. finisce!


Piero Bertagno

Resp. Scuola sci

Dicembre 2000

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